"Tempi moderni" il nuovo spettacolo di Carlo Barbera
Il progetto nasce diverso tempo fa, sicuramente all'inizio dell'anno 2026, ma la scrittura è stata lunga e sofferta, tanto che ancora una volta Carlo Barbera aveva deciso di fermarsi e rivolgersi al repertorio passato, pingue e variegato. Poi arriva l'illuminazione e finalmente trova la chiave di lettura per questo nuovo lavoro, che si presenta assolutamente differente dagli altri. Già nell'estate 2025 aveva deciso che bisognava ridurre i tempi cantati e valorizzare maggiormante quelli recitati, difatti durante l'estate 2026 il nuovo spettacolo "Cu' mancia fa muddichi" era composto da solo sei canzoni e da altrettanti monologhi per raggiungere 70 minuti di spettacolo, poi a volte si aggiungevano del bis, che spingevano ancora avanti la durata. La formula è stata vincente, lo spettacolo è piaciuto, perché la gente gradisce molto quando l'artista si rivolge ad essa attraverso l'improvvisazione, un'arte in cui Carlo Barbera brilla da tanti anni. Certo in "Tempi moderni" le tematiche sono particolarmente delicate e i versi musicati non possono bastare, bisogna introdurre la canzoni col massimo di precisione e metterci dentro l'ironia, che per un Cantastorie è fondamentale, se no diventa tutto uno stolido racconto. Barbera si presenta al suo pubblico in maniera molto formale, con un linguaggio che all'inizio appare da artista di commedia dell'arte, con frasi tipo "vi dumanni licanza, amici cari, e vi dumannu di putiri parrar" oppure "Signuri, cca prisenti, vi salutu, la coppula mi scippu e lu cappeddu". Ma tutto lo spettacolo è un esame dell'uomo moderno, del Potere e di tutte quelle cose che stanno distruggendo il mondo.
